L'impianto

Motivazioni tecniche dello stoccaggio del gas naturale in giacimenti esauriti
Lo stoccaggio di gas naturale in sottosuolo ha preso avvio in Italia negli anni ’60. Tale attività consiste nell’iniettare gas naturale in un giacimento esaurito, accumularlo ed erogarlo in un diverso tempo per far fronte alle necessità del “sistema gas nazionale”, concentrata principalmente nel periodo invernale.
L’iniziativa Geogastock consiste nella riconversione in stoccaggio del livello Q-A-Q, mineralizzato a gas naturale, del giacimento esaurito “Grottole-Ferrandina”, già utilizzato a questo scopo da Eni dal 1977 al 1985.
L’utilizzo di giacimenti esauriti permette di avere strutture geologicamente ben conosciute e che possono essere gestite in totale sicurezza.
L’idoneità di un giacimento allo stoccaggio viene accertata da parte del Ministero dello Sviluppo Economico in base a studi geologici e geodinamici.

A cosa serve un impianto di stoccaggio?
Gli stoccaggi di gas in giacimenti sotterranei sono utilizzati per fornire i seguenti servizi:

  • servizio di modulazione delle importazioni gas, legato alle variazioni domanda-offerta
  • servizio strategico, come riserva nazionale di gas naturale

Le imprese di vendita del gas che si definiscono “utenti” del sistema stoccaggio hanno la proprietà del gas stoccato e movimentato e usano lo stoccaggio per garantire agli utenti finali (industrie o municipalizzate che gestiscono la distribuzione al mercato civile) l’approvvigionamento al migliore prezzo del gas nei periodi di forte richiesta.
 

FUNZIONAMENTO

Un impianto di stoccaggio consiste in:

  • Un giacimento di gas esaurito che ha idonei parametri di porosità/permeabilità ed un’efficiente copertura. Tali caratteristiche garantiscono, grazie alla totale impermeabilità, l’impossibilità di fuga del gas iniettato
  •  Pozzi che dalla superficie raggiungono il giacimento per l’iniezione ed il recupero del gas.
  •  Impianto di compressione e trattamento.
  •  Metanodotti che collegano i vari pozzi e la rete di trasporto SNAM per il prelievo (estivo) e la riconsegna (invernale) del gas stoccato.

Il processo si compone di due fasi distinte:

  1. la fase di iniezione (generalmente concentrata nel periodo tra Aprile e Ottobre) consiste nel prelevare il gas, proveniente dalla rete di metanodotti SNAM, innalzarne la pressione attraverso apposite unità di compressione ed immetterlo, tramite i pozzi, nel giacimento.
  2. la fase di erogazione (generalmente concentrata nel periodo tra Novembre e Marzo) consiste nel recupero del gas dal giacimento, nella disidratazione (per eliminare l’umidità naturalmente acquisita durante la permanenza in giacimento) e nella riconsegna alla rete di trasporto.

 

 

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